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I miei consigli al maestro

Vi comunicchimo il testo di una lettera indirizzata ai bambini di 1a elementare. Alcuni di voi hanno dei bambini, altri dei nipotini, altri ancora dei parenti con bambini, o amici con bambini. Insomma, ciascuno la utilizzi come meglio crede , dopo averla letta attentamente.
MARCO ROSSI-DORIA ( La Stampa 13/9/2010)

Cari bambini e care bambine che entrate nella prima classe della scuola primaria, non conosco i vostri nomi, perciò vi chiamo così. E me ne scuso. Perché ognuno di voi ha un bel nome.
Spero che i vostri papà e le vostre mamme, che sanno leggere e che comprano questo giornale, vi leggano questa lettera. Forse succederà così. E chiedo ai vostri genitori, gentilmente, di mettere al posto di «bambina» o di «bambino» il vostro vero nome.
Ho fatto il maestro per tanti anni. Ma i maestri e soprattutto le maestre sono tantissimi, anzi tantissime. Così ho pensato di non scrivervi questa lettera da solo ma di farmi aiutare anche da altre persone che fanno questo mestiere. E ho telefonato a cinque bravissime maestre: una di Napoli, una di Torino, una di Cagliari, una di Trento, una di Roma. E a un maestro di Matera. Sono posti diversi d'Italia. E ho chiesto loro: cosa scriviamo ai bambini e alle bambine che iniziano oggi la scuola? E loro mi hanno detto le loro idee su cosa scrivervi. E sapete cosa è successo? Beh, - non ci crederete – è successo che abbiamo tutti pensato, ognuno per conto suo, le stesse cose da dire ad ognuno di voi.

Eccole qui...

Prima cosa. Ti auguriamo una buona giornata, una giornata emozionante e vincitrice. Emozionante perché stai facendo una cosa nuova e difficile. E le cose nuove e difficili emozionano perché sono come una sfida o una gara e fanno un
po' paura. Perché tutti ti chiedo no di fare bene e comportarti bene e prepararti a fare cose che non hai fatto prima come leggere e scrivere e imparare la matematica e la storia e la geografia. E ti dicono che ora sei grande. E tu, dentro
di te, sai che un po' è vero che sei più grande di prima. Ma un po' non è vero. Un po' ti senti pronto e un po' no. Perciò, può darsi che ti vengano le lacrime. O che vuoi tornare a casa. O che pensi che stavi meglio alla scuola dell'infanzia l'anno
scorso. Dove conoscevi tutti e sapevi già come andavano le cose. Ma anche se penserai queste cose, tu ce la farai. E avrai una giornata vincitrice. E se non ce la fai oggi, ce la farai tra qualche giorno. E quando vincerai le tue paure e piano piano vedrai che ce la stai facendo e che davvero sei più grande, allora sentirai una grande contentezza. E quando vedrai i tuoi nuovi compagni e compagne vincere la sfida di queste prime giornate insieme a te, allora sarai ancora più felice. Ti auguriamo che questa giornata vincitrice, vissuta insieme agli altri, tu la possa vivere tante e tante altre volte nella tua vita!

Seconda cosa. Tu vai a scuola insieme a tanti altri, bambini e bambine, italiani e stranieri. Tu già sai che ognuno è fatto a suo modo. Lo hai imparato alla scuola d'infanzia, con i tuoi amici, con i tuoi fratelli, con i tuoi cugini. E anche tu sei fatto a tuo modo. E ci tieni a essere così. E già sai che è bello stare insieme ma che si può anche non essere d'accordo, litigare; e, poi, fare pace e riuscire a lavorare di nuovo bene insieme. Sai che può capitare di fare dispiacere a qualcuno o di ricevere dispiacere da qualcuno ma che, poi, ci si può rimettere d'accordo. Stare con gli altri è così. E tu lo sai già. Perciò, vedrai che, nei tuoi
primi giorni di scuola, imparerai bene i nomi di ognuno, saluterai tutti, saprai dire grazie quando si deve dire, farai attenzione a rispettare gli altri e ti farai rispettare. Perché ti capiterà di pensare: sono libero io e sono liberi gli altri ma siamo qui per fare cose insieme e dobbiamo metterci d'accordo. E vedrai che le maestre aiuteranno te e gli altri a fare proprio così.

Terza cosa. Tu hai imparato già molte cose di questo grande mondo. Le hai imparate dai tuoi genitori e dai tuoi zii, dai tuoi nonni e dai fratelli e sorelle grandi, dalla tv, dal computer, dalle vacanze, dalla scuola d'infanzia. Le tue maestre sanno che tu sai tante cose già. E ne sono contente. Ma ora, col passare delle settimane a scuola, ne imparerai moltissime altre e le dovrai unire a quelle che già conosci. Spesso le imparerai divertendoti. Ci saranno i giochi e lo sport. E si fa musica in tante scuole. Si ascoltano fiabe e storie. Si lavora al computer. Si fanno esperimenti scientifici. Si dipinge e si manipola la creta o la carta pesta, ecc. Si va in biblioteca e si scelgono libri. Si esce nella città o si va in campagna e si esplorano le cose insieme ai compagni. Altre volte per imparare bene bisogna stare seduti, da soli o in gruppo, e ben concentrati, bisogna lavorare con
precisione. Unire immagini a parole e numeri. Scrivere ordinatamente. Finire i calcoli. Completare i compiti. Rileggere fino a che leggi proprio bene. E questo affatica. All'inizio puoi sentire che non ce la fai e vorrai smettere perché ti scocci. Ma vedrai che ti abituerai a questa fatica. Poi, nel fare queste cose, ti capiterà di sbagliare. E questo ti darà fastidio. Succede a tutti. E le tue maestre ti diranno che se non sbagli non impari. E hanno ragione. E dovrai allora correggere gli errori e rifare le cose meglio. Puoi sbuffare dentro di te. Ne hai diritto. E' normale.
Ma poi riprenderai a fare quella cosa lì meglio di prima. Perché è scocciante ma è anche bello riuscire a fare le cose difficili. Perché quando le finisci senti contentezza.

Quarta cosa. Man mano che la scuola andrà avanti, ti sarà chiesto di essere responsabile e anche ordinato: mantieni gli impegni, finisci quel che hai cominciato, non stropicciare i libri, non scarabocchiare i banchi, butta le carte nel cestino, rimetti le tue cose a posto nell'astuccio e nella cartella. E poi: scrivi dritto sul rigo, metti bene i numeri in colonna, finisci di colorare, pulisci i pennelli, lavati le mani. Un po' sei abituato a essere responsabile. Un po' imparerai. E quando imparerai, ti sentirai più grande. E vedrai che a volte saprai essere più ordinato e responsabile anche a casa. Più spesso di prima chiederai tu alla mamma di portare da solo la cartella, ti andrai a lavare i denti la sera senza che te lo si dica, domanderai al nonno di insegnarti ad allacciare le scarpe da solo, metterai a posto i giochi. Altre volte no. Ma sarai comunque un po' più grande.

Buon inizio di scuola a te!

 
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